Leggo l’articolo di risposta da parte del Comune di Pesaro, alle critiche mosse inerenti al passaggio a Office365 e mi verrebbe voglia di commentarlo ma, in un fiume di commenti dal tenore “W microsoft, W opensource”, qualunque commento ragionato perderebbe valore.

Prima di tutto il calcolo che fa lievitare a € 210’000 il costo dell’OpenSource

Tenendo conto che la stima sia giusta, ovvero un giorno per passare da un sistema proprietario a uno libero, penso che i dipendenti del comune di Pesaro meritino tutti un nostro applauso: hanno impiegato veramente pochissimo a diventare già operativi in un ambiente nuovo a qualcuno, in cui spesso la differenza consiste nel dover adeguarsi alle nuove icone..
Questo dato però ci suggerisce almeno due cose:

  1. il passaggio, anche se non indolore, è fattibile;
  2. gli stessi dipendenti pubblici dovranno spendere nuovamente una loro giornata di lavoro per convertire i documenti da openoffice a office365.

Il punto uno però mi fa scaturire una domanda: quante copie di office aggiornate (2007-2010) aveva il comune prima di passare a OpenOffice? Sarà una domanda banale, ma trattasi di progresso tecnologico, oltre che maggiore stabilità dei sistemi e di una cosa chiamata “prevenzione dai virus”.

Altro punto,  la produttività dei dipendenti

Nella risposta, l’ing. Bruscoli, dice che i dipendenti torneranno a essere produttivi grazie all’utilizzo di un software a loro più familiare.
Quindi, a Pesaro, hanno tutti una regolare licenza di Office a casa, con la quale poter completare quel documento che in ufficio non erano riusciti a terminare (il passaggio al cloud altrimenti avrebbe poco senso), piuttosto che scrivere la tesina al figlioletto che sta per diplomarsi (per cui il cloud non può essere utilizzato, per legge).
Ricca questa città..
Ma il dato (in Italia, di questi tempi) non è l’evasione definitiva fisiologica, bensì la spesa aggiuntiva fatta dal comune per assecondare i piaceri dei propri dipendenti. Io, da buon amministratore di rete, non avvallerei mai una spesa solo perché uno o più dipendenti del mio ente non si “trovano” con un altro software. Piuttosto spenderei il mio tempo per realizzare corsi di aggiornamento interni (tra l’altro obbligatori per legge) dai quali far uscire dipendenti coscienti di cosa sia un foglio di calcolo, delle sue potenzialità che vanno oltre quello di riuscire a formattare l’intestazione di una lettera.
Il cloud e la sicurezza intrinseca
La prima domanda da fare all’ingegnere riguarderebbe proprio la sicurezza, soprattutto sui prodotti Microsoft (alla data in cui scrivo,  Windows10 è già alla sua prima patch cumulativa, un mese..).
In realtà gli chiederei come si permette a offenderr i dipendenti del Comune di Pesaro addetti al funzionamento del sistema informativo aziendale. A meno che siano stati tutti assunti con qualche pratica clientelare, penso che a mettere su un sistema interno, magari basandosi su soluzioni già sperimentate da altri enti simili, piuttosto che a far da pionieri in un progetto di sviluppo in tal senso, siano in grado e ne avrebbero sicuramente guadagnato in conoscenza. Magari avrebbero affidato la progettazione a qualche azienda leader nel settore.
Magari avrebbero costituito un consorzio con i comuni limitrofi per sviluppare un’unica soluzione esportabile a “costo zero”.
Ma che ce ne frega, vendiamo una soluzione creata da altri su cui qualcuno andrà a lucrare ulteriormente.

E poi il cloud. Tutti i documenti messi online, raggiungibili da ogni luogo.

Lasciamo perdere per un attimo il tema della sicurezza, parliamo di soldi: ammesso e non concesso che ogni singolo dipendente provvederà a caricare tutti i documenti di pertinenza, e facendo una stima ottimale in una giornata di lavoro, dov’è il blasonato risparmio sventolato ai quattro venti?
Restando ai calcoli dell’ing. Bruscoli, il costo di questa operazione è di:

€ 210’000 per riconvertire i documenti +
€ 210’000 per caricarli nel cloud di MS +
€ 40’000 di licenze

Un bel risparmio!! € 450’000 spesi a fronte dei € 400’000 risparmiati.

**P.s.**per non parlare dei costi in termini di aggiornamenti software e di prevenzione virus data l’impossibilità di adottare altri sistemi non proprietari..